DUILIO CAMBELLOTTI ARTE SENZA FINE

IN ONDA SU RAI 5 IL 27 MARZO IN PRIMA SERATA


DUILIO CAMBELLOTTI
ARTE SENZA FINE
IN ONDA SU RAI 5 IL 27 MARZO IN PRIMA SERATA
un documentario (52’) scritto e diretto da Claudia Pampinella
Fotografia e montaggio di Beatrice Palladini Iemma
con la consulenza della storica Caterina Brazzi Castracane
musiche di Matteo Cremolini
Prodotto da Clelia Iemma e Beatrice Palladini Iemma | D4 Srl
In collaborazione con RAI CULTURA RAI 5
In onda su RAI 5 | Programma ‘ART NIGHT’ | 27 marzo 2024 alle 21


Duilio Cambellotti Arte senza fine è il documentario - scritto e diretto da Claudia
Pampinella e prodotto da Clelia Iemma e Beatrice Palladini Iemma per D4 di Roma -
che finalmente restituisce il percorso artistico di Duilio Cambellotti (1876-1960), artista
attivo tra l’Ottocento e il Novecento, confermandone la grande modernità e la lezione
sempre attuale. In onda il 27 marzo su Rai Cultura, Rai 5 che ha collaborato alla sua
produzione, il documentario è stato possibile soprattutto grazie alla partecipazione
dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti di Roma e dell’Istituto Nazionale del
Dramma Antico di Siracusa che hanno messo a disposizione le opere.
Artista infaticabile, prolifico in modo inesauribile con più di 8000 opere realizzate,
Cambellotti si è espresso in tutti i campi e attraverso tutte le tecniche, eppure a guidarlo
è stata una sola urgenza: comunicare la bellezza al maggior numero di persone possibile.
È stato grafico, illustratore, disegnatore, pittore, scultore, ceramista, scenografo,
costumista, decoratore, arredatore, incisore: un artista di respiro europeo, che ha sempre
posto l’uomo e la natura al centro della sua ricerca. Il documentario – scritto e diretto da
Claudia Pampinella e prodotto da Clelia Iemma e Beatrice Palladini Iemma per D4 di
Roma - ripercorre il percorso artistico di Duilio Cambellotti attraverso i suoi scritti
autobiografici ma soprattutto attraverso un viaggio dentro le sue opere, reso possibile
dall’ Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti di Roma; dall’Istituto Nazionale del
Dramma Antico di Siracusa; dal Museo Cambellotti di Latina; dalla Fondazione Elena
e Claudio Cerasi e CoopCulture - Palazzo Merulana; dal MuSEd, Il Museo della Scuola
e dell'Educazione ‘Mauro Laeng’, dell’Università degli Studi Roma Tre. Ma anche da
collezionisti privati che con le loro acquisizioni ne confermano l’estrema modernità.
Nella sua lunga attività d’artista Duilio Cambellotti ha avviato un progetto di
rinnovamento delle arti decorative secondo il principio di unità e sintesi delle arti che ne
conferma oggi l’estrema modernità. Ma soprattutto Cambellotti, come l’inglese
William Morris, vede nell'arte una finalità sociale, globale e pedagogica al fine di renderla
fruibile a tutti e, come il “maestro”, diviene l'esempio lampante di artista-artigiano per
eccellenza.
Questa influenza sarà determinante nella sua formazione d’artista e lo renderà già nel
1900 un grafico conosciuto e apprezzato, aprendogli le porte di collaborazioni con
periodici e riviste del tempo come Fantasio (1902) e Novissima (dal 1903). La
collaborazione con la rivista la Casa del 1910, nata per modernizzare la dimora degli
italiani, rivestirà un ruolo centrale nella sua attività di arredatore e progettista di spazi
domestici.
Inoltre Cambellotti illustra volumi e in uno di questi sarà davvero maestro: Le mille e una
notte (1912), una delle grandi testimonianze dell’illustrazione liberty italiana. È tra i
vincitori del Concorso Alinari per l'edizione illustrata della Divina Commedia.
All’inizio del suo percorso si inserisce perfettamente in questa corrente artistica. Tra fine
Ottocento e primo Novecento infatti Cambellotti realizza lampioni pubblici, disegna
gioielli, progetta mobili e arredi di ispirazione liberty, tutte opere che lo qualificano
abbastanza presto come un artista attento alla linea della bellezza.
Negli anni successivi la sua poliedricità continua ad esprimersi negli ambiti più diversi
attraverso un segno grafico che diventa riconoscibile ma c’è un ‘cuore’ comune alle sue
molteplici espressioni artistiche: l'arte ‘con finalità sociali’. Questa sensibilità che lo
avvicina al popolo sarà alla base di un legame fortissimo che Cambellotti coltiverà con i
contadini dell’Agro Romano e dell’Agro Pontino a cui darà voce e che lo ispireranno
nelle sue opere,
Dal 1909 infatti l’artista aderisce in pieno al progetto dello scrittore Giovanni Cena e della
sua compagna la scrittrice Sibilla Aleramo insieme al pedagogista Alessandro Marcucci
– tutti accomunati dal desiderio di riscattare le popolazioni dell’Agro, costruendo scuole
per alfabetizzarle.
Negli stessi anni la ricerca artistica di Duilio Cambellotti continua anche nell’ambito del
Teatro, una ricerca iniziata già nel 1908 con l’allestimento per La Nave di Gabriele
D’Annunzio al Teatro Argentina di Roma. Ma l’impegno più lungo e coinvolgente sarà
quello con l’Istituto Nazionale del Dramma Antico per l’allestimento degli Spettacoli
Classici al Teatro Greco di Siracusa. Lo testimonia il Fondo Cambellotti che l’Archivio
Storico dell’INDA custodisce nel cuore della città in Ortigia, all’interno di Palazzo Greco.
Al Teatro Greco Cambellotti progetterà l’allestimento delle scenografie, i costumi degli
attori, i movimenti scenici, i "cartelloni" pubblicitari, dalla cifra grafica più minuta alla
visione complessiva dell'architettura della scena. I materiali raccontano l’esperienza
professionale di Cambellotti, l’artista che più a lungo ha collaborato con l’Istituto: dalla
scenografia dell’Agamennone di Eschilo nel 1914 per ben trentaquattro anni. Qui
Cambellotti sperimenterà davvero l’esperienza dell’arte totale.
Negli anni Trenta Duilio Cambellotti è già un artista affermato. Il regime lo incaricherà
della realizzazione di alcune opere all’interno di edifici pubblici come a Ragusa, Littoria e
Bari.
La sua arte è al servizio della fase più matura del regime e deve legarsi a una
rappresentazione di temi imposti. Ma Cambellotti riesce però a tornare comunque
sempre in quello che per lui è un motivo di grande ispirazione: la natura. Quindi è come
se usasse una committenza politica per raccontare quello che gli viene richiesto ma non
perdesse mai una propria cifra stilistica e un suo modo di raccontare il mondo che gli è
più affine.
Nascono così il ciclo degli affreschi del Palazzo del Governo di Ragusa e La Redenzione
dell’Agro del Palazzo del Governo di Latina con immagini di grande maestria e
d'impeccabile rigore stilistico. E anche se continuerà a lavorare fino alla fine, la
decorazione del Palazzo dell’Acqua di Bari, dove Cambellotti progetterà tutto,
rappresenta l’opera in cui il suo genio si esprimerà al massimo, generando uno degli
interni italiani più belli degli anni Trenta, un vero inno all’acqua e alla sua missione
salvifica degli abitanti.
I mondi dell’arte di Duilio Cambellotti sono e restano infiniti. La sua eredità è senza alcun
dubbio l’arte per tutti che pone al centro della sua riflessione l’uomo e la natura. Questo
aspetto oggi più che mai lo rende un artista attuale, da riscoprire nella sua inesauribile
poliedricità
 






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